andrea MARTONE
il mito della terra
e la felicità della pittura

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SAN PRISCO - Piazza Padre Pio, realizzazione di 18 pannelli di bronzo da parte dello scultore

PUBBLICAZIONE
Il "neoinformale materico" di Martone indagato dal critico Salvatore Costanzo

Dal 11 al 26 gennaio 2014, al Ramo D'ORO Via Omodeo - Napoli, PAESAGGI D'ANIMA

Dall'1 al 8 dicembre 2013, alla Pro Loco di Marcianise, personale TRA SOGNI E REALTÀ

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Dal 5 al 20 ottobre 2013, tutti i giorni, 17:30 - 20:30 allo SPAZIO COMEL Via Neghelli, 68 - Latina LA FORMA, LA MEMORIA, IL TEMPO di Andrea Martone

Da domenica 16 dicembre 2012, al 20 gennaio 2013, a Sermoneta la rassegna d'arte "Segni, simboli, echi del Natale". L'evento sarà dislocato nelle tre chiese del borgo, nonché nella Loggia e nel Belvedere. Fino al 20 gennaio.

25 marzo 2012 - 15 aprile 2012 presso Movimento Aperto, in via Duomo 290 c, Napoli, personale di Andrea Martone. La mostra è a cura di Giorgio Agnisola.

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Critica

Quasi una dedica

Andrea Martone è di quegli artisti che sentono l'arte innanzitutto come felicità della visione, come esperienza del fare che colma l'anima e i sensi, che attraverso l'immagine esteriore evocano quella interiore, dando un nome fisico a ciò che non ha nome se non nel mistero della vita.
L'opera nasce da una intuizione, da un rapimento, porta il segno di una gestualità forte, di un cromatismo intenso, spesso affidato ad amalgami improvvisi, vibranti e tonali, si direbbe miracolosi.
Andrea Martone nel suo studioPer altro verso l'intuizione non esclude il senso critico, la ricognizione. "Spesso - dice l'artista - mentre dipingo mi fermo, capisco che non posso andare più oltre, che potrei anche solo con una traccia di colore rovinar tutto; allora lascio stare... torno a lavorare dopo ore o giorni... mi fermo quando ho la percezione di aver detto ciò che volevo dire così come volevo; ed è una sensazione intima che provo, un convincimento interiore".
Pittura e scultura nell'arte di Martone convergono; paiono muovere a primo avviso da opposte tensioni espressive, in realtà vibrano sulla stessa corda psicologica ed emotiva.
La pittura risente di una intrinseca tensione, di un bisogno di sforare la superficie e dilatarla, di aggiungere al tessuto e all'intreccio tonale la consistenza materica. Nella scultura è più palese l'esperienza tecnica: il mestiere coltivato fin da ragazzo, quando frequentava la bottega dei marmisti, affinato nella preparazione di forme e calchi e nell'uso intelligente dei materiali.
Di fatto l'opera nasce da un segno mobile, da una tensione visiva, dal contrappunto di pieni e di vuoti che si intrecciano come fasciature sulla forma figurata o meno, in cui si riflettono le pulsioni di uno scavo nella materia che allude a suggestioni arcaiche, legate tanto al mondo classico che al mondo contadino.
Più di tutto, Andrea è artista autentico. A seguirlo nel suo diuturno lavoro, si resta colpiti dalla semplicità con cui si spende e si definisce nell'arte e nella vita, con cui svela le sue carte, per così dire, senza infingimenti, senza ritrosie. Ciò è possibile perché la certezza dell'artista è soprattutto in quel segno interiore, unico e rivelato, da cui solo può provenire l'irripetibile parola. Giorgio Agnisola

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